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Anche una caricatura riproduce i tratti essenziali di una fisionomia" e il professor Pitagora, nome vero o d'arte del nostro protagonista, emulo del suo grande omonimo, rientra pienamente nella definizione di caricatura. Per sua stessa scelta. Egli infatti da di sé una visione estremamente modesta di artista-illusionista-mago-imbonitore-prestigiatore-occultista cartomante… e chi più ne ha più ne metta! L'importante è che qualsiasi cosa lui sia o faccia gli serva a mettere insieme il pranzo con la cena per sé e per la sua giovane moglie incinta Teanina. Il professor Pitagora, però, al di là del suo cialtronismo operare su scalcagnati palcoscenici, accompagnato nei suoi spettacoli dalla stessa moglie e da un grottesco musicista chiamato solo "Il Maestro", rivela di possedere in realtà un Sapere Sconosciuto ai più e che lascia trapelare all'"inclito pubblico" un po' alla volta… Lo spettacolo si caratterizza per l'uso indiscriminato della contaminazione: tra generi teatrali popolari (rivista, show di magia, avanspettacolo, circo, ecc.) e generi teatrali colti; tra scena e fuoriscena; tra pubblico e privato; tra sacro e profano… dando così vita ad un insieme, in cui il passaggio da linguaggi ad altri bassi avviene con repentinità e continuità in un gioco che di effettivamente magico ha solo l'uso incondizionato della fantasia, per proporre al pubblico un operazione che se apparentemente parla alla pancia, in realtà si rivolge al cervello e vuole coinvolgere il cuore. Esso vede l'interpretazione di Ilaria Falini e di Totò Onnis quali attori, accompagnati in scena dal musicista Fabrizio Piepoli. La regia è di Mimmo Mongelli.
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