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Produzione: TIBERIO FIORILLI
Regia: Mimmo Mongelli
Con: Rachele Viggiano, Rocco Capri Chiumarulo, Annabella Giordano, Arduino Leone, Ivan Dell'Edera, Francesco Ferrante
Il testo è uno dei più "pirandelliani", a detta del prof. Ettore Catalano, ordinario di Letteratura Italiana presso il Dipartimento di Linguistica dell'Ateneo barese: Memmo Speranza, ricco rubacuori, ritiene di essere "discriminato" dalle donne che corteggia perchè queste ,dopo il classico periodo di fidanzamento, gli chiedono di sposarlo. Ma ecco l'idea balzana di Memmo: sposare Gasparina, proprietaria della pensione nella quale vive e poter rispondere alle sue amanti di essere già ammogliato. Perchè Gasparina? Perchè lei è una minuta donnicciola ingrigita da una esistenza mediocre e da un lavoro al servizio dei clienti della pensione. Il matrimonio, non consumato, ridà carica al gallismo di Memmo, ma Gasparina, sotto una apparenza minuscola, lentamente si impone sia come persona che come donna fino al punto da fare ingelosire suo "marito". Un testo a cui Catalano ha tolto la verbosità concettuale per farne uno spettacolo fruibile al pubblico contemporaneo che infatti non vede una messa in scena del testo pirandelliano da qualche decennio dopo i grandi successi del dopoguerra e ben due film tratti dalla commedia.
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